Da qualche mese è iniziata davvero l’era agentica anche nelle PMI.
In Italia l’adozione è ancora molto bassa. Eppure le aziende con cui ho lavorato finora sono già operative e, soprattutto, soddisfatte delle automazioni che abbiamo costruito.
Ma in concreto, cosa faccio?
Parto da un audit.
Entro in azienda, mi raccontate cosa fate, come lavorate, quali strumenti usate e dove perdete tempo. Reparto per reparto.
Poi arriva l’analisi.
Capisco cosa si può automatizzare davvero, cosa no, quali strumenti ha senso mantenere e quali eventualmente introdurre. Valuto fattibilità, tempi e modalità di costruzione.
A quel punto si passa alla soluzione.
Non vi consiglio l’app del momento perché “ne parlano tutti”.
Cerco quella che funziona meglio per voi, con un rapporto sensato tra efficacia e costi.
Codex o Cowork?
ChatGPT o Claude?
Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende da quello che dovete fare ogni giorno.
Poi costruisco agenti e skill ad hoc.
Ed è qui che cambia tutto.
Niente agenti copiati.
Niente skill prese da internet.
Niente prompt universali.
L’agente deve conoscere il vostro lavoro, i vostri processi, i vostri strumenti. Deve essere costruito intorno alla vostra azienda.
Lo ripeto da tre anni: copiare un prompt serve a poco. E oggi vale la stessa cosa per skill e agenti.
Un divulgatore su YouTube o Instagram può mostrarvi uno strumento.
Ma non conosce la vostra azienda.
Io invece parto da lì.
E c’è un altro punto che oggi non si può ignorare: l’AI Act.
Non basta creare agenti che funzionano.
Bisogna creare sistemi che possano essere usati davvero in azienda, in modo sostenibile, tracciabile e coerente con gli obblighi applicabili.
Quindi vi aiuto anche a impostare processi, utilizzi e responsabilità in modo da rendere l’adozione dell’AI concreta e sostenibile nel tempo, senza ritrovarvi tra qualche mese con strumenti ingestibili o fuori controllo.
E il lavoro non finisce quando l’agente è pronto.
Continuo ad affiancarvi sulle novità, perché questo mercato cambia praticamente ogni settimana.
Nuove funzioni, nuovi modelli, nuovi modi di costruire agenti che possono rendere obsolete soluzioni create pochi mesi prima.
Per questo seguo ogni giorno quello che succede nel mondo AI e partecipo anche a fiere internazionali, per vedere da vicino cosa sta arrivando.
Non mi interessa venire in azienda a fare ore di teoria sull’AI.
Mi interessa lasciarvi qualcosa che funziona.
Un agente.
Un’app.
Un software.
Un’automazione costruita su un problema reale.
E soprattutto un sistema che la vostra azienda sappia usare davvero.
Cosa posso costruire per voi?
Tutto ciò che serve alla vostra attività, purché abbia senso costruirlo.
L’era dei “prompt engineer” nati con qualche tutorial su Instagram sta finendo.
Le aziende oggi chiedono una cosa molto più semplice:
strumenti che funzionano davvero, persone che sappiano usarli e processi AI sostenibili nel tempo.
